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Accademia Filarmonica Romana

Roberta Invernizzi soprano dalla raffinata vocalità barocca interpreta le più belle arie di Cleopatra tratte dal Giulio Cesare in Egitto di Händel, con l’Accademia Hermans diretta da Fabio Ciofini

Alle 20.30 l’incontro degli artisti con il pubblico
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Giovedì 11 aprile ore 21, Teatro Olimpico di Roma

Per il Club dei lettori del Corriere Musicale sono riservate le seguenti condizioni:
Riduzione del 30% sul prezzo intero del biglietto per tutti i concerti e gli spettacoli in scena al Teatro Olimpico e al Teatro Argentina (ad esclusione degli spettacoli di Danza e degli spettacoli in scena presso altre sedi)

I biglietti devono essere prenotati presso l’Ufficio Promozione dell’Accademia al numero 06.320.17.52 o scrivendo una e-mail all’indirizzo prenotazioni@filarmonicaromana.org.
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La regina che incantava i condottieri romani, la più celebre e affascinante donna dell’antichità che tanto ha ispirato la letteratura, la pittura, il teatro, il cinema e la musica: Cleopatra con la sua immortale forza ammaliatrice, rivive nella voce di una interprete che è regina della vocalità barocca, il soprano Roberta Invernizzi, che canta le arie più belle della regina tratte dal capolavoro Giulio Cesare in Egitto (1724) di Händel, giovedì 11 aprile ore 21 al Teatro Olimpico per la stagione della Filarmonica Romana. Insieme alla Invernizzi, sul palco l’Accademia Hermans, realtà musicale formatasi nel 2000 per volontà e passione del suo direttore Fabio Ciofini, che nel corso degli anni si è imposta fra i complessi barocchi italiani di maggior interesse a suonare su strumenti originali.

Ultimo appuntamento della stagione 2012-13 che la Filarmonica dedica al repertorio antico e barocco, e alle grandi voci femminili del nostro tempo (si è iniziato con Angelika Kirchschlager, per proseguire con Romina Basso e Monica Bacelli), il concerto vedrà protagonista una delle cantanti più amate e applaudite a livello internazionale, ospite dei principali palcoscenici di tutto il mondo: dalla Scala al Festival di Salisburgo, dal Musikverein di Vienna al Théâtre des Champs Elysées di Parigi, e ancora Teatro Real di Madrid, San Carlo di Napoli e La Fenice di Venezia (etc…), Roberta Invernizzi è oggi cantante di riferimento per la musica di Händel e più in generale del repertorio barocco e classico, a fianco dei principali direttori di questo repertorio, quali Harnoncourt, Curtis, Koopman, Leonhardt, Brüggen, Savall, Biondi, Alessandrini, Dantone.

Le vicende dell’ascesa al trono di Cleopatra, intrecciate a quelle della seduzione di Cesare, sono al centro del libretto che Nicola Francesco Haym confeziona per il Giulio Cesare in Egitto di Händel. L’opera, in tre atti, va in scena al King’s Theatre di Haymarket di Londra il 20 febbraio 1724, segnando uno dei massimi successi della carriera del compositore tedesco, anche grazie alla presenza nella compagnia della prima di due vere e proprie star del teatro musicale barocco: il castrato Senesino nei panni di Cesare e Francesca Cuzzoni in quelli di Cleopatra, a ciascuno dei quali il compositore riserva ben otto arie e due recitativi accompagnati. L’intricata trama del libretto è punteggiata dalle mirabili arie che Händel affidò alla protagonista femminile e che rappresentano un vero e proprio campionario della vocalità e dell’espressività teatrale barocca: dall’abbandono al furore, dalla nostalgia al desiderio più acceso. Cleopatra (69-30 a.C.), la “regina delle regine”, ultima discendente della dinastia tolemaica, donna coltissima e spregiudicata, adulata e detestata, corrotta e passionale, regnò sull’Egitto per vent’anni, segnando una fase cruciale nella politica del suo paese e dei suoi rapporti con Roma. Se alla storia appartengono le sue imprese, i suoi discussi amori sconfineranno presto nella letteratura, trovando poi la loro più naturale collocazione nella produzione teatrale e operistica.

Il programma della serata si completa con due pagine strumentali dall’opera (l’Ouverture e la Sinfonia bellica) e tre Concerti (Concerto grosso op. 3 n. 2 HWV 313, Concerto per organo e orchestra in si bemolle maggiore op. 7 n. 6 HWV 311, Concerto per organo e orchestra in fa maggiore op. postuma “the Cuckoo and the Nightingale”).

ROBERTA INVERNIZZI / CLEOPATRA
Roma Capitale Barocca

Georg Friderich Händel

Roberta Invernizzi soprano
Accademia Hermans
Fabio Ciofini claviorgano e direzione

Georg Friedrich Händel

Dal Giulio Cesare in Egitto HWV 17 (1724)
Aria «Tu la mia stella sei»
Sinfonia bellica
Recitativo e aria «Esser qui… Venere bella»
Recitativo e aria «E pur così in un giorno… Piangerò la sorte mia»
Ouverture
Aria «Da tempeste il legno infranto»
Recitativo e aria «Che sento? Oh dio… Se pietà di me non senti»

Intervallati da
Concerto grosso op. 3 n. 2 HWV 313
Concerto per organo e orchestra in si bemolle maggiore op. 7 n. 6 HWV 311
Concerto per organo e orchestra in fa maggiore op. postuma “the Cuckoo and the Nightingale”

Comunicato stampa

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