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Giunge al traguardo della sua diciassettesima edizione O flos colende, la rassegna musicale fiorentina nata nel 1997: sette gli appuntamenti in programma, sei concerti e una santa messa celebrata dal Cardinale Arcivescovo Giuseppe Betori, compongono il calendario 2013 (12 Aprile-8 Settembre) di una manifestazione ormai diventata un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati. Promossa fin dall’inizio dall’Opera di Santa Maria del Fiore, sostenuta dal favore del Presidente dell’Opera Franco Lucchesi e dall’Arcivescovo di Firenze Cardinale Giuseppe Betori, O flos colende si è conquistata un sempre più crescente apprezzamento di pubblico e critica; un successo raggiunto grazie alla suggestiva bellezza del Duomo di Firenze, location dei concerti (a ingresso libero), alla particolarità delle proposte musicali e all’autorevolezza degli interpreti garantite, fin dalla prima edizione della manifestazione, dalle cure artistiche di Gabriele Giacomelli. A guidare O flos colende è anche l’intento di recuperare un patrimonio musicale dimenticato e di grande valore spirituale, non di rado legato alla storia culturale fiorentina, per dare così un significativo contributo alla valorizzazione del patrimonio artistico (monumentale e archivistico) di competenza dell’Opera del Duomo.

Con il concerto di Martedì 30 Aprile (con inizio eccezionalmente alle 20.30) anche O flos colende partecipa alla kermesse della Notte Bianca organizzata dal Comune di Firenze, proponendo una vera e propria maratona organistica, secondo una formula già accolta con successo nella scorsa edizione della rassegna. Un’occasione per valorizzare ancora una volta quel formidabile e potente strumento che è il grande organo Vincenzo Mascioni del Duomo di Firenze, alle cui tastiere si avvicenderanno tre organisti di consolidata fama e provenienti da scuole differenti, ciascuno impegnato in un autentico tour de force di bravura e virtuosismo: l’americano Mark Pacoe, organista della Actor’s Chapel di New York, l’italiano Alessandro Bianchi, organista della Basilica di San Paolo a Cantù e primo esecutore di brani per lui espressamente scritti dedicati, il giapponese Yuzuru Hiranaka, uno dei più brillanti allievi di Ton Koopman. Tre ore ininterrotte di musica (il pubblico potrà però scegliere se seguire in parte o per intero la maratona), durante le quali le maestose architetture del Duomo accoglieranno le esecuzioni di pagine celebri di programmi dove brani celeberrimi si alternano a pezzi di rara esecuzione. Mark Pacoe affronta un programma incentrato sui compositori contemporanei americani Robert Hebble e Dan Lockair ma che prevede anche esecuzioni di Mendelssohn e di Widor (brani da una delle sue più celebri Sinfonie, la Sesta); Alessandro Bianchi esegue brani popolarissimi trascritti per organo come lo spiritual Amazing Grace e la Marcia n.1 di Elgar ma anche il meditativo Colloquio con le rondini di Marco Enrico Bossi, uno dei maggiori organisti italiani fra Otto e Novecento, e le virtuosistiche Variazioni su un tema di Paganini dell’australiano contemporaneo Georg Thalben Ball; incentrate su due soli autori, ma autentici pilastri della letteratura organistica, le proposte di Yuzuru Hiranaka, che inizia la sua performance con la celeberrima Toccata e Fuga in re minore di Bach, il brano per organo più conosciuto al mondo, e la conclude nel nome di Liszt, la suggestiva Ave Maria e la fantasia e Fuga su “Ad nos, ad salutarem undam”, costruita su un canto corale tratto dall’opere Le Prophéte di Meyerbeer.

Giovedì 23 Maggio si tiene il secondo appuntamento ideato per far ammirare ancora una volta lo spettacolare, grande organo Vincenzo Mascioni del Duomo di Firenze, con le sua voce spiccatamente sinfonica e la sua potenza sonora di ben settemila canne, tornato a suonare con pieno successo grazie proprio a O flos colende. La galleria dei grandi maestri (da Jean Guilou a Klemens Schnorr) che si sono avvicendati alle tastiere del Mascioni, strumento unico in Italia e fra i pochissimi del genere al mondo, accoglie stavolta Naji Hakim: libanese di nascita ma francese di formazione, organista della chiesa della Trinité di Parigi come successore di Olivier Messiaen, interprete pluripremiato e lui stesso autore di diverse composizioni. E sono proprio alcune sue partiture, ispirate dai canti gregoriani e da antichi canti religiosi, a segnare il programma della serata, assieme a Bach e Franck, per una panoramica su autori-organisti dell’epoca contemporanea, barocca e romantica. Ma Naij Hakim è anche uno dei più rinomati virtuosi dell’improvvisazione all’organo, antica arte che il maestro farà rivivere nella proposta di una serie di elaborazioni su un tema musicale proposto dal pubblico al termine del concerto.

Ricorda gli anniversari di tre compositori, attraverso loro pagine di ambito eminentemente sacro, l’appuntamento di Venerdì 14 Giugno, realizzato in collaborazione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino: un triplice omaggio musicale a Verdi (200° anniversario della nascita), Britten (100° anniversario della nascita) e Poulenc (50° anniversario della morte), tre autori fondamentali che hanno esplorato il repertorio sacro con esiti stilistici fra loro assolutamente differenti ma ciascuno degno di attenzione. A proporlo è il Coro del Maggio Musicale Fiorentino, guidato dal nuovo direttore Lorenzo Fratini, con la collaborazione di Andrea Secchi all’organo. Una formazione corale di primo piano per presentare tre modi di vivere la spiritualità, quella sobria e ispirata di Poulenc (Litanies à la Vierge Noire, Laudes de Saint Antoine de Padoue, Quatre motets pour le temps de Noël, Salve Regina ), quella di Verdi (il Pater noster per coro a cappella, ma anche trascrizioni per organo dal celeberrimo Requiem) e quella di Britten (Hymn to the Virgin e To St. Peter, Antiphon e Festival Te Deum). Il concerto rinnova la fortunata collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino, figurando anche nella programmazione del 76° Maggio Musicale Fiorentino.

Appuntamento ricco di significati quello di Lunedì 24 Giugno, in occasione della Festa di San Giovanni Battista, patrono di Firenze, un progetto del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino realizzato in collaborazione con O flos colende – Opera di Santa Maria del Fiore: il Cardinale Arcivescovo Giuseppe Betori celebrerà una santa messa le cui parti sono intercalate dall’esecuzione di mottetti e salmi di Mozart e della Messa D 167 di Schubert, con l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino guidati nell’occasione dal direttore svedese Ola Rudner. Un programma incentrato sulla semplicità e sulla bellezza della Messa D 167  per orchestra d’archi, tre voci soliste e coro che Schubert scrisse a soli diciotto anni, ma che accoglie anche autentici gioielli mozartiani: fra questi, il celestiale Alleluia K 553, scritto nella piena maturità, il mottetto Ave verum corpus K 618, gemma di commovente bellezza composto nell’ultimo anno di vita; o come ancora Inter natos mulierum K 72, dedicato a San Giovanni Battista e ideato dopo un breve soggiorno a Firenze, tappa del suo secondo viaggio in Italia. «Vorrei che tu potessi vedere Firenze», scrisse nell’occasione alla moglie Konstanze, «diresti che qui si dovrebbe vivere e morire».

Mercoledì 3 Luglio, O flos colende torna a far rivivere le musiche conservate nell’Archivio Musicale dell’Opera di Santa Maria del Fiore (trascritte per l’esecuzione da Gabriele Giacomelli), proponendo una significativa panoramica, attraverso i secoli, sui musicisti attivi in Duomo: brani di Gerolamo Frescobaldi, musico del granduca Ferdinando II de’ Medici e organista nel Battistero di San Giovanni), Marco da Gagliano (una serie di mottetti, fra cui Clamemus cum Gabriele, scritto per la Festa Fiorentina dell’Annunziata), maestro di cappella di Santa Maria del Fiore, Giovanni Maria Casini, Giovanni Battista Comparini, Filippo Vitali, fino ai nomi recenti di Domenico Bartolucci e Michele Manganelli. Un percorso affidato alla Cappella Musicale della Cattedrale di Firenze, per la prima volta ospite di O flos colende: gruppo corale recentemente ricostituito per poter principalmente soddisfare lo storico ruolo di “tutela, promozione e valorizzazione, nelle funzioni religiosa, civile, culturale e storica della Cattedrale di Santa Maria del Fiore” che compete all’Opera di Santa Maria del Fiore. A dirigerla nell’occasione è il maestro di cappella della Cattedrale di Santa Maria del Fiore Michele Manganelli, allievo di Domenico Bartolucci, docente all’Istituto Musicale Franci di Siena e direttore del Segretariato Compositori dell’Associazione Italiana Santa Cecilia, attivo anche come compositore e organista, appassionato studioso di musica sacra antica. Un’occasione per apprezzare le qualità delle voci della Cappella Musicale del Duomo, il cui compito primario è la partecipazione alle celebrazioni liturgiche più importanti, presiedute dal Cardinale Betori, e dunque l’esecuzione musicale di tutti i brani a lei assegnati delle norme liturgiche, tratti sia dal repertorio antico che appositamente composti.

Interpreti di noto pregio internazionale e con un programma presentato in esclusiva per l’Italia concludono la rassegna, nel consueto appuntamento di Domenica 8 Settembre, giorno in cui si festeggiano la Natività di Maria e la fondazione dell’Opera di Santa Maria del Fiore: protagonisti del concerto, organizzato anche in occasione dell’Anno della Fede, sono infatti alcuni solisti dell’Amsterdam Baroque Orchestra e il loro fondatore Ton Koopman, interpreti celeberrimi del repertorio barocco, presenti nei maggiori centri musicali del mondo, pluripremiati per la loro intensa attività discografica, dove spicca la registrazione integrale della Cantate di Johann Sebastian Bach. E proprio a Bach, autore del quale Ton Koopman è reputato uno dei massimi esperti mondiali, è dedicato il loro concerto appositamente ideato per O flos colende, dove si intrecciano pagine puramente strumentali (la Sonata BWV 1038), Lieder, brani per organo (Pastorale BWV 950), e cantate, come Der Friede set mir dir BWV 158 (‘La pace sia con te’), con la sua suggestiva aria ‘Addio, mondo’, e Tritt auf die Glaubensbahn BWV 152 (‘Cammina sul sentiero della fede’), impreziosita dalle delicatezze timbriche di flauto e viola d’amore.

Cattedrale di Santa Maria del Fiore
12 Aprile, 30 Aprile, 23 Maggio, 14 Giugno, 24 Giugno, 3 Luglio, 8 Settembre
ore 21.15 – ore 20.30 (concerto del 30 Aprile), ore 10.30 (messa del 24 Giugno)
Ingresso libero

Informazioni
Opera di Santa Maria del Fiore – Via della Canonica 1, Firenze
Tel. 055 2302885 / Fax 055 2302898
opera@operaduomo.firenze.it – www.operaduomo.firenze.it

Comunicato stampa

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