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Musica inglese al tempo di Cromwell

Wieland Kuijken viola da gamba
Enrico Gatti violino
Nanneke Schaap viola da gamba
Giovanni Togni clavicembalo

Musiche di Christopher Simpson, John Jenkins, Matthew Locke

Biglietti 10 € / 8 € / 5 € (prevendita in San Fedele, tel. 02/86352231)

SERATA-SCOPERTA CON UN PROGRAMMA RARAMENTE ESEGUITO IN ITALIA

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Mercoledì 15 maggio h 20.30 – Progetto Kuijken
AUDITORIUM SAN FEDELE
Via Hoepli 3/b, Milano
con la collaborazione del Conservatorio G. Verdi di Milano
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Nella prima metà del ‘600, mentre la musica per tastiera inglese, perde pian piano il prestigio acquistato dalla grande tradizione dei virginalisti, all’epoca della Repubblica puritana di Cromwell (1649-1660), la musica strumentale da camera trovò un’espansione sorprendente. Tra le varie cause si possono evocare l’ordine ufficiale di distruggere gli organi delle chiese, il dileguamento di un mecenatismo di corte e in particolare il clima di insicurezza e terrore che regnava all’epoca. Tale situazione diede luogo al grande sviluppo della musica nella società privata, in particolare a brani per complessi di viole e di violini.
Un ruolo di primo piano, in questo campo, lo occupa John Jenkins (1592-1678), riformatore della Fantasia con l’introduzione, nello stile inglese, di elementi della Sonata a tre italiana. Così le Fantasie si divisero in sezioni drammaticamente contrastate e discontinue di differente tempo e mutevole scrittura. Parallelamente, l’ideale polifonico della musica per viola viene scosso dall’ascesa del violino, utilizzato dapprima nella musica del Masque, per la brillantezza del suono, e successivamente nella musica da camera.

Comunicato stampa

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