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Accademia Filarmonica Romana

Omaggio a una delle compositrici italiane più originali della scena musicale contemporanea, che festeggia i suoi cinquant’anni con il nuovo lavoro Ravel Unravel dedicato e interpretato da Francesco Dillon al violoncello ed Emanuele Torquati al pianoforte per la stagione della Filarmonica Romana

Il concerto si aprirà con l’incontro della compositrice con il pubblico coordinato da Guido Barbieri

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Sala Casella giovedì 9 maggio ore 21
Per il Club dei lettori del Corriere Musicale sono riservate le seguenti condizioni:
Riduzione del 30% sul prezzo intero del biglietto per tutti i concerti e gli spettacoli in scena al Teatro Olimpico e al Teatro Argentina (ad esclusione degli spettacoli di Danza e degli spettacoli in scena presso altre sedi)

I biglietti devono essere prenotati presso l’Ufficio Promozione dell’Accademia al numero 06.320.17.52 o scrivendo una e-mail all’indirizzo prenotazioni@filarmonicaromana.org.
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Una delle voci più originali e personali della musica contemporanea italiana, compositrice dall’ampia formazione culturale, con prestigiose residenze artistiche al suo attivo e importanti collaborazioni con teatri e istituti europei, Lucia Ronchetti festeggia i suoi i cinquant’anni con il nuovo lavoro Ravel Unravel (2013) in Sala Casella giovedì 9 maggio alle ore 21 (via Flaminia 118) per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana.

Lavoro coprodotto da Amici della Musica di Ancona, Accademia Filarmonica Romana, Amici della Musica di Modena, music@villaromana di Firenze e Settembre Musica di Torino, Ravel Unravel è ispirato al Concerto per la mano sinistra di Ravel, su testo di Eugene Ostashevsky, con la drammaturgia di Guido Barbieri, interpretato dal duo Francesco Dillon-Emanuele Torquati voci, performers e rispettivamente violoncellista e pianista della nuova composizione.

La serata sarà aperta da un incontro della Ronchetti con il pubblico coordinato da Guido Barbieri.

Ravel Unravel mette in scena il conflittuale incontro tra il pianista destinatario del Concerto (Paul Wittgenstein) e l’autore, in occasione di un’esecuzione privata che si tenne a Vienna il 30 gennaio 1932, quindici giorni dopo la prima. Ravel era stato assente all’evento e in quell’occasione ne ascoltò, con disappunto, la versione per due pianoforti, durante la quale l’interprete inseriva varianti che arricchivano la parte solistica e che l’autore non approvò. «La scelta dell’organico – racconta Lucia Ronchetti – ha riguardato non tanto gli strumenti quanto piuttosto il violoncellista e il pianista: Francesco Dillon ed Emanuele Torquati, interpreti e dedicatari del lavoro. La personalità di Dillon e Torquati e la loro presenza scenica mi hanno permesso di realizzare una partitura complicatissima dal punto di vista tecnico. Torquati esegue frammenti tratti sia dalla parte dedicata alla sinistra del concerto di Ravel che dalla riduzione per piano della parte orchestrale. Dillon è un Ravel che si esprime attraverso l’archetto: il suo violoncello parla, impreca, accusa, cita il concerto stesso, ma anche sviene e perde controllo e memoria durante la performance. Entrambi recitano un testo scritto dal poeta russo americano Eugene Ostashevsky che ricostruisce il dialogo realmente avvenuto tra Ravel e Paul Wittgenstein in forma di libretto, tenendo conto della biografia e del passato e futuro dei due personaggi, alla luce di alcune riflessioni di Ludwig Wittgenstein (fratello di Paul) riguardanti l’incomunicabilità. Guido Barbieri cura la drammaturgia della voce e del suono. Dato che la scena di questa pièce rappresenta il concerto privato in cui si incontrarono Ravel e Wittgenstein, la scena in effetti è semplicemente una normale scena di concerto. Dillon e Torquati sono dunque chiamati a generare la drammaturgia attraverso la loro performance. Il pubblico percepirà non solo la presenza di un violoncellista ed un pianista, ma anche di Ravel e Wittgenstein stessi. In questo senso Ravel Unravel è un tentativo di teatro implicito nel concerto, una “Action concert piece” che sfrutta la teatralità della performance classica con evidenti riferimenti ai lavori di teatro in concerto di Kagel, Bussotti, Aperghis e Battistelli».

Lucia Ronchetti. Nata a Roma nel 1963, ha studiato Composizione e Musica elettronica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e si è laureata in Storia della Musica all’Università La Sapienza di Roma. A Parigi, a partire dal 1994, ha studiato con Gérard Grisey, ha seguito il Corso annuale dell’Ircam ed ha discusso una tesi di dottorato in musicologia all’École Pratique des Hautes. Études en Sorbonne, sotto la direzione di François Lesure. Nel 2005 è stata Visiting Scholar (Fulbright fellow) alla Columbia University di New York, su invito di Tristan Murail. Altre importanti esperienze formative con Sylvano Bussotti, Salvatore Sciarrino, Hans Werner Henze, Folkmar Hein, André Richard. E’ stata compositore in residenza in istituzioni quali Yaddo, New York; DAAD, Berlin; Staatsoper of Stuttgart; MacDowell Colony, Peterborough, NH (USA); Akademie Schloss Solitude, Stuttgart. Stradivarius le ha dedicato due cd monografici Portrait 2009 (Neue Vocalsolisten, B. Maurer, R. Braig, Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, R. Kluttig) e Xylocopa violacea 2011 (Barbara Maurer, Reinhold Braig, Experimentalstudio Freiburg). Lezioni di tenebra (K. Guedes, D. Gloger, Vocal Consort Berlin, PMCE) è stato pubblicato dal Parco della Musica Records, mentre per Kairos lo scorso luglio è uscito Drammaturgie (Neue Vocalsolisten, Quartetto Arditti). Nel 2011 l’opera da camera Lezioni di tenebra è stata co-prodotta da Konzerthaus Berlin, Contemporanea-Auditorium Parco della Musica Roma, Kunstfestspielen Herrenhausen-Hannover, Salzburg Biennale. Per il triennio 2012-2015 sta realizzando un progetto di teatro musicale  per la Semperoper di Dresda e una nuova opera per il Nationaltheater di Mannheim.

Duo Dillon Torquati. Formato da Francesco Dillon (violoncello) ed Emanuele Torquati (pianoforte), il Duo ha debuttato nel marzo 2007 al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Si sono prodotti in numerosi concerti in Europa presso i più importanti Festival cameristici e recentemente negli Stati Uniti e in Argentina. Le loro esecuzioni sono state trasmesse da emittenti quali RAI, Euroradio, BBC Radio3, Radio France, RTE Lyric, Radio Svizzera. Il Duo ha all’attivo tre incisioni discografiche, due dedicate a Schumann, la terza all’integrale dei lavori di Franz Liszt. Il sodalizio è incentrato non solo sulla interpretazione dei maggiori lavori cameristici per questa formazione, ma anche alla riscoperta di perle dimenticate del repertorio. Inoltre, una particolare attenzione all’esecuzione di importanti opere contemporanee, come testimoniano svariate prime esecuzioni assolute ed  il lavoro svolto con compositori, tra gli altri, del calibro di Jonathan Harvey, Kaija Saariaho e Toshio Hosokawa.

Comunicato stampa

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