Divertimento Ensemble

XII RONDÒ –  Concerto inaugurale  – Programma
Matteo Franceschini (1979) – Le Bechete (2009), per voce sola
Beat Furrer (1954)  – Linea dell’orizzonte (2012), per ensemble
Salvatore Sciarrino (1947) – Fauno che fischia a un merlo (1980), per flauto e arpa
Daniele Ghisi (1984) – Abroad (2011), per soprano, ensemble ed elettronica

Laura Catrani, soprano
Divertimento Ensemble
Sandro Gorli, direttore

Le Bechete (2009) di Matteo Franceschini, su testo di Andrea Franceschini liberamente tratto da un manoscritto di ricette trentine del Cinquecento, è stato scritto per la voce sola di Laura Catrani, con cui Franceschini aveva allora già collaborato, nel 2006, in Eimì. Il brano, a tema culinario, “un tema che mi appassiona particolarmente” spiega Franceschini, non una semplice declamazione della ricetta (variante trentina delle crêpe francesi ) ma ”piuttosto uno studio sulle suggestioni dei gesti, dei profumi e dei sapori che la ricetta sa sprigionare a livello teatrale”. Il testo, di ripresa in ripresa, viene amplificato, stravolto, attraverso l’uso di strategie musicali e linguistiche, “lievitando”, sino quasi ad esplodere in un trionfo ipertrofico di sillabe e suoni, quasi caricaturale, più simile ad una posizione alchemica che alla semplice ricetta inizialmente enunciata.

Abroad (2011) di Daniele Ghisi è una raccolta di sette lieder su testi di Fernando Pessoa, scelti tra le poesie in inglese e in portoghese scritte negli anni di gioventù in Sud Africa. Il lavoro è suddiviso in una componente acustica, gli accademici Sonetti (in perfetta metrica Shakespeariana, dal carattere cameristico sostanzialmente “resistente” alla presenza dell’elettronica) e una componente elettronica, le Iscrizioni, in forma libera, in cui l’ensemble, per estese sequenze, assume un ruolo secondario, se non è assente. Il contrappunto acustico/elettronico diventa processo di memoria inconscio, esperienza proustiana: l’elettronica è in un “altrove” (da cui il titolo Abroad), un non-luogo in cui ogni cosa diventa, imprevedibilmente, possibile.

In Linea dell’orizzonte (2012, spiega Beat Furrer “mi interessava il fenomeno del doubling, ma anche la distorsione in un’ombra e la creazione del correlato processo risultante dall’intersecazione delle voci” spiega l’autore”. In Linea dell’orizzonte, scritta per l’Ensemble ascolta, il principio della trasformazione è applicato a un gruppo eterogeneo di strumenti (piano, violino, clarinetto, tromba, trombone, percussioni e chitarra elettrica) ed è realizzato con materiali ricchi e diversificati. Al di là dell’intreccio delle voci, emerge uno studio delle ombre distorte.

Il Fauno che fischia a un merlo (1980) di Salvatore Sciarrino, nell’intelaiatura del quale si intravvede l’ombra del Prèlude à l’après-midi d’un faune, è in realt ispirato alle tele di Böcklin. Il brano sprigiona tutta la delicatezza e la finezza di linee caratteristiche della musica dell’autore, che il flauto sa rendere forse meglio di ogni altro strumento.

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