La vedova allegra

Musica di Franz Lehár
libretto di Victor Léon e Leo Stein

direttori d’orchestra Dániel Somogyi-Tóth, László Makláry
regia Csaba Tasnádi
assistente alla regia Anikó Eperjesi
scene Zsuzsa Molnár
costumi Zsófi Vajas
coreografie György Krámer

Orchestra Filarmonica Kodály di Debrecen
Coro del Teatro Csokonai
maestro del coro Péter Gyülvészi
Corpo di Ballo del Teatro dell’Operetta di Budapest

Allestimento co-produzione Teatro Szeged, Teatro Csokonai di Debrecen e Operettissima
in collaborazione con Studiomusica Hungary

con sovratitoli in italiano


In scena a Vienna il 30 dicembre 1905, La vedova allegra è ambientata a Parigi e ha per protagonista Hanna Glawari, una ricca vedova del Pontevedro (nome che a malapena cela il Montenegro), che i connazionali vorrebbero far risposare in patria per evitare il trasferimento all’estero del suo ingente patrimonio. Ci riusciranno – al termine di una partitura dominata dal tempo in tre quarti del valzer –, grazie a una sua vecchia fiamma, Danilo, omonimo del figlio di Nicola I, re del Montenegro (ulteriore dettaglio a sostegno di interpretazioni irredentiste della Vedova allegra). “Questa non è musica!” fu il giudizio del direttore del teatro An der Wien sull’operetta, che non riuscì comunque a offuscarne il successo: tanto che Lehár volle proprio quella stessa frase incisa sulla medaglia che ne celebrava la duecentesima replica.

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